Le comunicazioni digitali sono diventate parte integrante della vita quotidiana: email, home banking, messaggistica, accessi ai servizi pubblici e privati. Proprio per questo, gli attacchi informatici si sono evoluti diventando sempre più sofisticati e difficili da individuare.
Tra i più insidiosi vi è il cosiddetto attacco Man in the Middle (MITM).
Si tratta di una forma di intercettazione in cui un soggetto terzo si inserisce tra due parti che comunicano, senza che nessuna delle due se ne accorga, alterando o spiando lo scambio di dati.
Che cos’è un attacco Man in the Middle
In un attacco MITM, l’aggressore riesce a posizionarsi tra l’utente e il servizio con cui sta comunicando (banca, email, e-commerce, pubblica amministrazione), intercettando:
- credenziali di accesso
- dati personali
- informazioni bancarie
- contenuti delle comunicazioni
La vittima crede di comunicare direttamente con il destinatario legittimo, mentre in realtà i dati passano prima dall’attaccante, che può leggerli, modificarli o riutilizzarli.
Come avviene l’attacco
Gli attacchi MITM possono avvenire con diverse tecniche, tra cui:
- reti Wi-Fi pubbliche compromesse
- falsi hotspot con nomi simili a quelli legittimi
- spoofing DNS o IP
- malware installati sul dispositivo
- reindirizzamenti su siti clonati
Spesso tutto avviene senza alcun segnale evidente per l’utente, che continua a utilizzare normalmente i servizi online.
Le conseguenze per la vittima
Le conseguenze di un attacco Man in the Middle possono essere molto gravi:
- furto di denaro dai conti correnti
- accesso abusivo ad account personali
- furto d’identità
- utilizzo illecito dei dati per truffe
- compromissione della reputazione
Nel caso di aziende e professionisti, i danni possono estendersi anche a clienti e fornitori, con responsabilità giuridiche significative.
Profili penali: quali reati si configurano
Dal punto di vista giuridico, l’attacco MITM può integrare diversi reati previsti dal Codice penale, tra cui:
- accesso abusivo a sistema informatico (art. 615-ter c.p.)
- intercettazione illecita di comunicazioni informatiche (art. 617-quater c.p.)
- frode informatica (art. 640-ter c.p.)
- sostituzione di persona
- trattamento illecito di dati personali
In presenza di danni patrimoniali, possono inoltre configurarsi profili di responsabilità civile risarcitoria.
Responsabilità e tutela della vittima
Chi subisce un attacco MITM non è solo vittima di un illecito informatico, ma spesso di una vera e propria truffa digitale.
È fondamentale:
- raccogliere tempestivamente le prove
- conservare log, email, messaggi e movimenti bancari
- denunciare l’accaduto alle autorità competenti
- valutare eventuali responsabilità di terzi (es. gestori di servizi o sistemi vulnerabili)
Un intervento legale rapido consente di tutelare sia sul piano penale che su quello civile.
Rischi per aziende e professionisti: anche la privacy è coinvolta
Quando l’attacco riguarda dati di clienti o utenti, entrano in gioco anche gli obblighi del GDPR.
Un MITM può configurare un vero e proprio data breach, con conseguente obbligo di:
- notifica al Garante Privacy
- comunicazione agli interessati
- adozione di misure correttive
La mancata gestione corretta dell’incidente può comportare sanzioni e responsabilità organizzative.
Prevenzione: la prima vera difesa
La prevenzione è la forma più efficace di tutela. Alcune buone pratiche includono:
- evitare reti Wi-Fi pubbliche non protette
- utilizzare VPN affidabili
- verificare sempre i certificati dei siti
- aggiornare dispositivi e software
- adottare sistemi di autenticazione a più fattori
Per aziende e professionisti, è fondamentale adottare policy di sicurezza informatica e formazione del personale.
Conclusioni: un pericolo invisibile ma concreto
- Il Man in the Middle è un attacco silenzioso e altamente pericoloso.
- Colpisce privati, professionisti e imprese.
- Può integrare gravi reati informatici e responsabilità civili.
- La prevenzione e la consulenza legale tempestiva sono decisive.
Nel mondo digitale, la sicurezza informatica non è solo una questione tecnica, ma anche giuridica. E va affrontata con competenza su entrambi i fronti.







